Comprendere il CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism

Ott 24, 2023

In un contesto di crescente consapevolezza ambientale e lotta al cambiamento climatico, l’Unione Europea ha implementato una nuova iniziativa di rilevanza globale: il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), o Meccanismo di Adeguamento al Confine del Carbonio, che istituisce nuovi “dazi doganali ambientali” e ha implicazioni significative per le aziende e per il commercio internazionale.

Cos’è il CBAM?

Il CBAM è una misura climatica che mira a tassare i prodotti ad alta intensità di carbonio importati all’interno dell’Unione Europea. Fa parte del pacchetto Fit For 55, un insieme di politiche che puntano a ridurre del 55% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

L’obiettivo del CBAM è evitare che gli sforzi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE siano neutralizzati dalle importazioni di prodotti fabbricati in paesi terzi, dove le politiche in materia di cambiamenti climatici sono meno ambiziose. È una misura indirizzata alle aziende in base al contenuto effettivo di carbonio dei beni importati e si concentra sui prodotti ad alta intensità di carbonio: cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, idrogeno ed energia elettrica. In una seconda fase, potrebbe coinvolgere anche altre merci.

Come funziona il CBAM?

Il piano dell’Europa per ridurre l’inquinamento dell’aria si chiama Sistema di Scambio delle Quote di Emissione, o ETS. Questo sistema funziona come uno scambio: le aziende ricevono “quote” che rappresentano quanto inquinamento possono emettere a livello di CO2. Se un’azienda inquina meno del livello consentito può vendere le sue quote inutilizzate ad altre aziende, ma se emette troppo inquinamento è obbligata ad acquistare più quote e questo la incentiva a ridurre le sue emissioni.

L’obiettivo di ETS è ridurre l’inquinamento in modo intelligente ed economicamente efficiente.

Potrebbe, però, presentarsi un problema: l’Unione Europea è molto ambiziosa nella riduzione delle emissioni e alcune aziende potrebbero dislocare la loro produzione dove le regole sull’inquinamento sono meno rigorose. Proprio per evitare questo è stato introdotto il CBAM, che tassa le merci inquinanti importate e garantisce che anche i prodotti provenienti da fuori l’Unione Europea rispettino gli standard ambientali europei.

Periodo transitorio: cosa cambia per le aziende?

Dal 1° ottobre 2023 al 31 dicembre 2025 è in corso un periodo transitorio durante il quale entra in vigore, per le aziende che importano i prodotti coinvolti dal CBAM, l’obbligo di segnalazione: questo implica la presentazione di relazioni trimestrali che includono informazioni sulle merci importate dai Paesi che non fanno parte dello SEE e dai Paesi con cui non sono attivi sistemi integrati con l’ETS, le emissioni incorporate in tali merci e il prezzo del carbonio dovuto nel paese di origine.

Dal 1° ottobre 2023 le aziende importatrici devono rispettare obblighi di comunicazione dettagliata e compilare correttamente le dichiarazioni trimestrali anche se l’acquisto dei certificati CBAM non è ancora obbligatorio, per evitare sanzioni da parte delle autorità competenti.

Dal 1° gennaio 2026: periodo definitivo del CBAM

Dal 1° gennaio 2026, invece, inizia il periodo definitivo del CBAM, che sarà completamente in vigore e tutti gli obblighi previsti saranno definitivi; gli operatori dovranno quindi acquistare certificati CBAM corrispondenti alle emissioni incorporate dei beni importati.

Il periodo transitorio iniziato di recente è una fase di apprendimento per tutti, durante la quale le aziende devono comprendere i loro compiti, raccogliere informazioni dettagliate e facilitare una transizione agevole verso l’attuazione completa del CBAM nel 2026. Le informazioni raccolte in questo periodo saranno fondamentali per migliorare il sistema.

Per le aziende, il CBAM rappresenta una sfida e un’opportunità: da un lato investire in tecnologie a basse emissioni di carbonio per ridurre l’impatto ambientale e garantire la conformità normativa, ma anche aumentare la propria competitività sul mercato internazionale; dall’altro guidare il cambiamento, adottando pratiche commerciali più sostenibili e promuovendo un commercio responsabile.

Per maggiori dettagli rimandiamo al portale della Commissione Europea, al Regolamento UE 2023/956 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 10 maggio 2023 (che ha istituito formalmente il CBAM) e al Regolamento di Esecuzione (UE) 2023/1773 della Commissione Europea (che contiene gli obblighi comunicativi previsti per il periodo transitorio).

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