Critical Raw Materials Act: la strategia europea per un approvvigionamento sostenibile

Mag 10, 2023

Dopo averlo annunciato nel settembre 2022, il 16 marzo 2023 la Commissione europea ha finalmente illustrato i contenuti del Critical Raw Materials Act, la proposta di legislazione sulle cosiddette “materie prime critiche”. Si tratta di un pacchetto di misure che ha lo scopo principale di garantire un approvvigionamento “sicuro, diversificato e sostenibile” di metalli e minerali fondamentali per la “twin transition”, la transizione digitale e verde.

Ad oggi l’Europa è quasi totalmente dipendente dalle importazioni, ecco perché il Critical Raw Materials Act mira ad incrementare la capacità di estrazione e lavorazione sul territorio europeo, a diversificare i partner commerciali – anche con la creazione di un Critical Raw Materials Club – e a sviluppare una catena di fornitura che riduca al minimo l’impatto negativo sull’ambiente e punti sulla circolarità.

Sono 3 i macro-obiettivi stabiliti dal Critical Raw Materials Act, da raggiungere entro il 2030:

– almeno il 10% delle materie prime critiche utilizzate nell’Unione Europea deve essere estratto da miniere europee. Attualmente, come riportato da Euractiv, il dato ammonta al 3%;

– almeno il 40% delle materie prime critiche impiegate deve essere raffinato in Europa;

– almeno il 15% delle materie prime critiche consumate deve provenire da attività di recupero e riciclo.

Tra i documenti allegati al Critical Raw Materials Act c’è anche un aggiornamento della lista delle materie prime considerate critiche: ne sono state individuate 34 tra materiali, metalli e minerali e 16 di queste sono definite strategiche. Tra gli obiettivi per il 2030 uno riguarda anche le materie prime strategiche: entro la fine della decade, infatti, non più del 65% del consumo annuale di ognuna di queste materie può essere soddisfatto da un singolo Paese terzo.

La strategia europea prevede, inoltre, un maggiore coordinamento tra gli Stati membri per avere una stima più precisa delle riserve nazionali, ricerca e formazione, con la creazione di una Raw Materials Academy per sviluppare nuove competenze necessarie ai professionisti del settore e il miglioramento dei tassi di riciclo e di utilizzo di materie prime seconde a fronte di un’imminente crescita “senza precedenti” della domanda di materie prime critiche, documentata dai dati della stessa Commissione europea.

Fonte: Circular Economy Network, c/o Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

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